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La Scuola La Formazione Professionale - Inserimento Lavorativo "Cosa è cambiato?" Centro Congressi Stazione Marittima di Napoli Lunedì 11 Novembre 2002 La Scuola "Cosa è cambiato?" Le varie definizioni di handicap e le diverse tipologie conducono, ad un concetto di diversità come valore connesso al "valore persona". L'etimologia del termine inglese handicap indica una gara ippica "periziata" in cui - grazie all'attribuzione di diversi pesi e distanze - a concorrenti valutati di capacità non omogenee, viene creata un'equità di valori. La scuola s'impegna a conoscere e valorizzare le attitudini individuali, le conoscenze acquisite, ad accertare le abilità di base esistenti per perseguire attraverso un'appropriata metodologia, una sostanziale equivalenza dei risultati. È dovere della scuola evitare che le "diversità" si trasformino in "disuguaglianze" sul piano sociale e civile. I deficit intellettivi, fisici o sensoriali indicano difficoltà e non minorità: la conoscenza dell'alunno postula la conoscenza di tutte le potenzialità e capacità suscettibili di sviluppo, in ordine all'affettività, alla relazionalità, alla cognitività. La conoscenza si riferisce anche alle potenzialità d'apprendimento strumentale, fino a poter delineare quel "Profilo Dinamico Funzionale" che è propedeutico alla fase di progettazione d'interventi "su misura". L'attenzione alla qualità ed entità del deficit serve ad individuare, quindi, traguardi educativi da promuovere secondo ritmi e modalità individuali, al fine di realizzare un armonico sviluppo della personalità. L'integrazione scolastica non può essere disgiunta dall'integrazione sociale: famiglia e società sono chiamate in causa secondo modalità e ruoli specifici d'intervento, che presuppongono una nuova cultura fondata sul coordinamento di capacità, di mezzi e di risorse. I servizi socio-sanitari hanno il compito di offrire appoggi di vario tipo: medico, specialistico, riabilitativo; gli enti locali quello di fornire servizi d'assistenza e di rimozione di difficoltà strutturali, altre agenzie formative, volontariato, associazioni, mondo del lavoro, quello di cooperare in direzione di una solidarietà concreta. Processi d'inadeguato adattamento sociale, trovano le loro cause a livello familiare, o scolastico, o sociale più ampio, tali da determinare comportamenti devianti o insuccesso scolastico, che possono erroneamente essere interpretati come situazione di handicap psichico: la distinzione delle cause, organiche o ambientali, è decisamente importante per poterle rimuovere con azioni interconnesse tra famiglia, scuola ed extrascuola. L'integrazione scolastica delle persone diversamente abili richiede alla scuola un impegno operativo più qualificato: l'organizzazione didattica a classi aperte, la pluralità d'interventi, la didattica differenziata, costituiscono strategie d'azione privilegiate. Il "piano educativo individualizzato" frutto della collaborazione di genitori, docenti di classe e docenti specializzati, operatori socio-sanitari, scandisce gli interventi educativi e didattici commisurati agli specifici problemi, difficoltà e potenzialità suscettibili di sviluppo. Il protocollo d'intesa siglato dal C.S.A DI Caserta e A.S.L. CE1 e CE2, finalizzato alla promozione d'interventi per l'integrazione scolastica degli alunni diversamente abili nelle scuole d'ogni ordine e grado della provincia, nasce dall'esigenza di predisporre strumenti operativi e metodologie d'intervento omogenei, al fine di evitare la disarticolazione e la frammentarietà delle attività che vengono realizzate a sostegno degli alunni con disabilità. Spesso accade, infatti, che tali azioni, pur perseguendo le più alte finalità formative e educative, sortiscono effetti minimi sul piano della qualità, e carenziali dal punto di vista della loro reale efficacia. La problematica connessa alla crescita umana e culturale degli alunni diversamente abili, per la quantità degli attori impegnati e per la vastità delle implicazioni che comporta, presuppone il consolidamento d'intese fra gli organismi che perseguono la finalità istituzionale dell'integrazione scolastica e sociale delle persone diversamente abili, al fine di conferire stabilità, sistematicità e coordinamento agli interventi posti in essere. Ciò è possibile con la stipula di "patti sulle cose", vale a dire con la definizione precisa di compiti, responsabilità e funzioni che ciascuno dovrà adempiere, evitando la duplicazione delle iniziative, l'appropriazione indebita di spazi decisionali e la produzione d'atti che rallentano od ostacolano i processi d'integrazione. È un tentativo per raggiungere un'intesa con le Aziende Sanitarie Locali che, avvalendosi degli operatori delle proprie Unità operative interne, forniscono prestazioni e servizi finalizzati alla realizzazione d'interventi incentrati sulla prevenzione, la cura e la riabilitazione. Chiaramente da questo tentativo dovranno scaturire ulteriori intese con gli EE.LL., la Provincia di Caserta e le Amministrazioni Comunali, in considerazione degli impegni che la normativa vigente prevede debbano essere assunti con riferimento a questioni di centrale rilevanza dai predetti organismi: le barriere architettoniche, l'assistenza "ad personam", il servizio trasporti, ecc.. Dott.ssa Maria Grazia Guarino C.S.A. di Caserta |
