FORMAZIONE GENITORI - SCUOLA


Riteniamo utile comunicare quanto emerso dalle discussioni durante gli incontri con i genitori che hanno voluto confrontarsi e arricchirsi dell'esperienza associativa.

Gli incontri si sono tenuti in sede nelle date 31 gennaio e 21 febbraio u. s. (altri se net terranno nel secondo semestre).

Partecipare attivamente è preferibile, ma essere informati su aspetti "non formali" relativamente al percorso scolastico che i nostri figli affronteranno, migliora indiscutibilmente la qualità dell'integrazione di tutti gli alunni.

Pubblichiamo di seguito una sorta di Vademecum di esperienza "pratica" attinente alla scuola dell'infanzia, consegnato ai genitori che hanno partecipato agli incontri suddetti.

Si ricorda che in Associazione opera anche il Gruppo Scuola, che oggi vanta una vasta esperienza e al quale ci si può rivolgere previo appuntamento tramite segreteria.

L'incontro sulla scuola dell'Infanzia si è tenuto sabato 31 gennaio nel pomeriggio e sono stati trattati i seguenti argomenti :













I Diritti

Sono state ampiamente chiarite le modalità e le informazioni sui diritti sanciti dalla Costituzione e dalle attuali Leggi per l'istruzione e per le persone con disabilità (citate nel Vademecum Scuola del Coordown).


La scelta della scuola

E' opportuno, prima di scegliere la scuola per i nostri figli, fare visita all'istituto (possibilmente durante l'orario di attività) e chiedere di parlare con il/la  Dirigente. Capirete subito che modalità operative utilizzano e quanta disponibilità c'è (se c'è) verso le famiglie.

Una regola che potremmo consigliare è "patti chiari, amicizia lunga".

Predisponete una lista di argomenti da trattare durante il colloquio con il Dirigente o un responsabile all'accoglienza, potrà essere utile per non fare ulteriori colloqui…..potrebbero farvi passare per genitori "ansiosi"….. e voi lo siete!!!  Ma non lo date a vedere.

Qualora, durante il colloquio, vengono dette cose che non condividete o (peggio ancora) proprio non vi piacciono, chiedete con cortesia di mettere per iscritto quanto detto….così lo rileggete con calma a casa.

Evitate di fare discussioni con toni alti, non predispone bene la scuola ad accogliere il bambino che, in ogni caso, DEVE ACCOGLIERE COMUNQUE (come sancito dalle norme vigenti).

Qualunque situazione e/o eventuale controversia può essere risolta con modalità opportune di dialogo, magari tramite "terzi", e certamente tramite scritto.


L'iscrizione

Una volta fatta la vostra scelta, sappiate che la pre-iscrizione va effettuata prima del 28 Febbraio p.v., questo per permettere alla scuola di predisporre tutto il necessario (spazi, docenti ed eventuali ausili) ad una opportuna accoglienza.

Le scuole di qualità mettono in pratica "progetti per l'accoglienza" con modalità differenti.

Le pratiche per usufruire dei supporti necessari vanno effettuate - su richiesta dei genitori se necessario -  presso le AA.SS.LL. di appartenenza prima della pre-iscrizione o almeno prima dell'inizio dell'anno scolastico (prima dell'estate) in modo tale da preparare la Diagnosi Funzionale e, successivamente il Profilo Dinamico Funzionale, documento che evidenzia le potenzialità e le Aree sulle quali è opportuno lavorare per uno stimolo più adeguato. Questi documenti devono essere compilati in Equipe (Asl, Famiglia, Scuola e Centro di riabilitazione) per avere un quadro più completo delle abilità raggiunte dal bambino e delle esperienze apprese. Sono documenti importanti per partire con il "piede giusto"……in caso di controversie.  Anche se la famiglia ritiene di non dover  usufruire del sostegno è bene che questa decisione sia collegiale e condivisa, in modo da lasciare traccia scritta ed evitare futuri possibili ritorsioni e/o "dispetti"


E' necessario l'Insegnante d Sostegno?

Le attività che si svolgono alla scuola dell'Infanzia sono prevalentemente psicomotorie e di stimolo e rinforzo per acquisire le "strumentalità"  di base" agli apprendimenti. Si svolgono in forma prevalentemente ludica e dovrebbero "sviluppare al massimo le tante potenzialità di ogni bambino e suggeriscono di intervenire sul processo educativo in modo discreto, considerata la particolare delicatezza di questa fase di crescita" (tratto dal "Vademecum scuola" pag. 22). Proprio per questo non sempre un insegnante specializzato per il sostegno alla classe è utile in questa fase del percorso scolastico dei nostri bambini. Se teniamo conto anche che questo ordine di scuola non è considerata "obbligatoria" ma solo di avvicinamento ed addestramento alla "scolarizzazione", se la scuola e le insegnanti sono ben organizzate e competenti se ne può fare a meno.

Tuttavia è anche vero che il percorso didattico della scuola dell'Infanzia è la base sulla quale si svilupperà tutto il resto, perciò - considerate le differenti realtà territoriali - può essere preferibile  avere la figura di sostegno alle maestre sia per tranquillizzare le stesse, sia per rendere  più sereni i genitori qualora il/la bambino/a sia  ancora "piccolo"d'età , "non sappia  difendersi", "sia  troppo tranquillo" o al contrario "non resti  fermo un minuto". Pertanto un docente in più (viste le attuali politiche economiche sulla scuola) può permettere lo svolgimento delle attività con maggiore serenità, quindi non è inteso come "aiuto" al bambino, perché ogni bambino deve sperimentare, scoprire ed essere rispettato nei suoi tempi di crescita e sviluppo. Tra l'altro i nostri bambini sono già "stimolati" con terapie abilitative opportune a sviluppare e potenziare le loro peculiarità ed infatti sarà sempre necessario un raccordo ed un confronto comune tra scuola, famiglia e terapisti. In ogni caso il sostegno è assegnato in base al PDF.


Come conciliare i tempi della riabilitazione?

Ad oggi,  questo punto è ancora "ostico" in quanto non può essere presa in considerazione la situazione individuale di ciascun bambino/alunno ma piuttosto le esigenze di spesa e di organizzazione del "sistema" sanitario e/o riabilitativo.

I  bambini della scuola dell'infanzia sono spesso penalizzati dalla frequenza durante le ore mattutine al Centro mentre, viceversa  i bambini della scuola primaria hanno "più diritto"(?) di frequentare la scuola con maggiore continuità e, a loro, viene concesso più facilmente l'orario pomeridiano per le terapie necessarie……. Non vi sembra ci sia qualche incongruenza in questa analisi?  Comunque la pensiate questa è la realtà nella quale viviamo e con la quale dobbiamo convivere.

Allora ci sono  decisioni da prendere in ante e sono:


1.  dare priorità alle terapie abilitative (e quindi all'aspetto sanitario della questione) e, organizzando varie esigenze, si penalizzerà la scuola sapendo comunque che essendoci  più ore di frequenza si può recuperare l'attività didattica - anche collaborando a casa.

2.  dare priorità all'aspetto educativo, didattico e socializzante della scuola e cercare di conciliare le terapie negli orari di "pausa" didattica (prevalentemente primo pomeriggio) con grande sacrificio del sistema familiare.

3.  scegliere terapisti "privati" che possano più facilmente venire incontro alle esigenze del bambino e della famiglia con terapie domiciliari, rispettando così le attività scolastiche quotidiane del bambino.

4. scegliere di rinunciare alle terapie così come sono organizzate (soprattutto se riteniamo che non siano qualitativamente valide), perché altre attività possono compensare le stesse e stimolare i bambini in un ottica di normalizzazione con maggiore carico da parte della famiglia nel seguire il percorso educativo didattico dei propri figli, magari avvalendosi di consulenti "esterni" per una progettazione individualizzata di attività adeguata al bambino (come prevede il Curriculum del Nord Carolina nella fascia di età dai due ai cinque anni - che sarà prossimamente attuato dall'Università in collaborazione con l'Associazione).


Sono tutte scelte possibili e "giuste" a seconda delle diverse situazioni familiari e soggettive.


L'Autonomia

Sembra strano parlare di autonomia quando i bambini sono ancora "cuccioli" ma già la serenità per il distacco dalle figure genitoriali è un aspetto dell'autonomia relazionale ed affettiva che permette ai bambini di affrontare con maggiore sicurezza il mondo esterno. Così anche il fatto di dormire nella stanzetta e di riuscire ad addormentarsi da solo sono elementi base per un futuro con meno complicanze.

In questo ambito però parliamo dell'autonomia nelle attività igieniche e degli atti di vita quotidiana come togliere il cappottino, bere e mangiare, riuscire a pulirsi la bocca o a lavarsi ed asciugarsi le mani. Tutte queste funzioni si apprendono con l'esperienza perciò perché un bambino sia capace di farlo glielo si deve insegnare…. Ed i primi maestri di vita siamo noi genitori. Ma anche la scuola svolge questa funzione è perciò indispensabile prevedere tra gli obiettivi il raggiungimento anche di questi, senza deleghe alcune. La funzione dell'Assistente Materiale (che spesso ci obbligano a richiedere "per nostro figlio") deve essere quella di super visore in un percorso verso l'autonomia anche del controllo degli sfinteri, magari accompagnando un po' più spesso il piccolo in bagno se ancora non sa esprimere a voce la necessità di fare la pipì, tenendolo con due mani se non ha ancora un buon equilibrio ma evitando di tenerlo in braccio perché limiterebbe la sua voglia di esplorare l'ambiente; aiutarlo a mangiare cercando di fare imitare il gesto degli altri bambini perché è giusto che ciò si svolga a scuola. E' sempre preferibile fare partecipare i bambini a tutte le attività scolastiche, ed è sicuramente meglio anche per le mamme e per la loro ansia.

In ogni modo evitate di andare a scuola troppo spesso perché ciò diventerebbe controproducente per il bambino e per la scuola. Infatti la scuola che sa di poter contare sulla famiglia non si organizza adeguatamente cercando di risparmiare personale e danaro. Per il cambio dei pannolini o degli abiti "accidentalmente" bagnati sono previsti gli ausiliari (ex-bidelli) o l'assistente materiale assegnato alla scuola (non al bambino né alla classe).

Per l'assunzione di farmaci durante l'orario scolastico o anche per pietanze "speciali" in caso di celiachia, sono previsti accordi con le ditte per la refezione che sollevano la famiglia da questo incarico, provvedendo con personale A.T.A. preventivamente formato o, eventualmente , con un infermiere inviato dall'A.S.L.  E' ovvio che tutto ciò verrà chiarito all'inizio dell'anno scolastico e ….verificato strada facendo, sapendo che a tutto c'è ri