L’Italia ha recepito la direttiva europea sull’assistenza transfrontaliera

Data: 2014-03-13 13:38:40

Il Consiglio dei ministri ha recepito la direttiva europea sull’assistenza sanitaria transfrontaliera, che permetterà ai cittadini dell’Unione Europea di spostarsi per ricevere un’assistenza di qualità in altri Paesi. A cancellare gli ultimi impedimenti è stato, tra i primi in Europa, il decreto varato venerdì dal Consiglio dei Ministri, che recepisce la direttiva sull’assistenza transfrontaliera, e che di fatto apre la concorrenza tra gli ospedali europei.

Con il via libera al decreto, ha spiegato il ministero della Salute, cade l’obbligo di autorizzazione preventiva per andare all’estero per le cure, anche se con qualche eccezione che sarà individuata dal ministero o dalle Regioni. Non potranno invece essere fatte all’estero le degenze lunghe, i trapianti di organi e le vaccinazioni. Snodo fondamentale per l’applicazione della direttiva sarà il punto di contatto nazionale, che il ministero è già pronto a mettere in campo e che servirà nei due sensi. Attraverso il contact point i pazienti stranieri potranno ricevere tutte le informazioni necessarie sugli standard di qualità, l’accessibilità e le tariffe e i metodi di rimborso delle strutture italiane, e quelli italiani potranno avere le stesse informazioni su quelle estere.

Chiunque voglia recarsi in altri paesi per farsi curare potrà richiedere il rimborso una volta rientrato in Italia, con la clausola però che gli verrà restituita solo la somma pari a quella che il Servizio sanitario Nazionale spenderebbe nella sua Regione di appartenenza, secondo il principio per cui l’apertura delle frontiere non può comportare per il Ssn una spesa maggiore.

Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha spiegato che questa potrebbe essere l’occasione per aumentare le entrate. Se il Sistema sanitario nazionale riuscirà davvero a configurarsi competitivo nello scenario europeo e ad attrarre, in ragione della sua qualità e della sua efficienza, i pazienti degli altri Stati dell’Unione europea, ciò comporterà nuove entrate finanziarie, dovute al pagamento delle prestazioni erogate dalla sanità italiana. Sempre secondo il ministro Lorenzin, infatti, l’Italia non ha paura della sfida e, per questa ragione è tra i primi Paesi europei a recepire la direttiva Ue.

11.03.2014

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